I miei diciott’anni sognati

Con l’inizio del nuovo anno ho deciso che è il caso che io abbandoni definitivamente la poesia, perché, diciamocelo, non sono per niente brava, quindi forte di questa consapevolezza, farò a meno di scrivere poesie (o almeno ne farò a meno qui nel blog). A questo punto dovrei come prima cosa cambiare il titolo del blog, ma penso proprio che non lo farò, non per il momento almeno…non so ancora cosa scriverò nei miei prossimi interventi, quindi non posso sapere in che modo rinominare il mio blog…ci penserò in seguito. Per il momento mi limito a scrivere semplicemente quello che mi passa per la testa in questo momento…Ormai le vacanze sono finite anche per me, domani tornerò a scuola e la vita tornerà a scorrere normalmente e apparentemente anche molto più lentamente. E anche se ho ancora una montagna di cose da studiare, non riesco a fare altro che starmene qui a perdere tempo e a sentirmi frustrata per come sto vivendo la mia vita. Ho sempre creduto che una volta che avrò raggiunto i 18 anni la mia vita improvvisamente diventerà una vera vita…è come se in tutti questi anni non avessi vissuto realmente…è come un’eterna attesa..piena di desideri e speranza..la speranza che tutto sarà diverso, tutto sarà più intenso, più emozionante e più reale, non come questa vita solo parziale in cui mi trascino ora..facendo giorno dopo giorno ciò che mi viene chiesto di fare, solo per non deludere gli altri e in questo modo anche me stessa, perché sarei molto scontenta di me se non riuscissi a rendere le persone che mi circondano fiere di me, o se non fiere, per lo meno soddisfatte. Ho sempre creduto che dopo il giorno del mio diciottesimo compleanno tutto sarebbe stato diverso…che sicuramente sarei stata più libera, indipendente, finalmente sarei riuscita a sciogliere tutti quei legami affettivi o anche conseguenza di un semplice e sciocco senso del dovere, ma senso del dovere non è la definizione più appropriata…io mi riferisco al sentire di essere in debito con qualcuno, ed è questa sensazione che mi spinge a fare molte delle cose che faccio quotidianamente, al fine di saldare quel debito, nel disperato tentativo di riuscirci prima che il debito diventi inestingiubile. Eppure più si avvicina il giorno tanto atteso, il giorno che aspetto da 16 anni e 6 mesi, il giorno che consapevole o inconsapevole ho sempre desiderato giungesse, per darmi finalmente la vita, per portarmi finalmente alla luce, per mostrarmi realmente chi sono e quali sono le mie potenzialità, più mi rendo conto che quel giorno forse non arriverà…o almeno non arriverà così presto. Il giorno in cui diventeró maggiorenne saranno ben poche le cose che cambieranno per me…continuerò ad andare a scuola, come ho sempre fatto e sentirò quegli sciocchi legami di dovere diventare sempre più stretti, sempre più soffocanti fino a quando non smetterò di cercare di liberarmene, fino a quando non mi rassegnerò a vivere quello che ora sto vivendo solo a metà. Finché non abbandonerò il modo che ho ora di approcciarmi alla vita, finché non smetterò di aspettarmi qualcosa che non arriverà, fino a che non mi convincerò ad accettare il fatto che ho già iniziato a costruire qualcosa di importante anni fa nel momento in cui sono nata, fino a quel momento qualsiasi cosa io faccia, qualsiasi persona io incontri, qualsiasi emozione io provi, non sarò in grado di riconoscerne il vero valore e il vero significato…E ora che sono arrivata a questa conclusione, che pure mi sembra giusta, non ho la più pallida idea di cosa io debba fare. Forse semplicemente smetterla di farmi tante domande e vivere. Vivere alla giornata, ora che ancora posso permettermelo. Andare a dormire ogni giorno con un’espressione serena sul volto, senza domandarmi cosa succederà il giorno seguente…forse sarebbe la cosa più semplice…ma io sono un’inguaribile sognatrice, e credetemi sognare è a volte la cosa più meravigliosa che si possa fare, ma in alcuni casi è pericoloso. Passo ore a immaginare i dettagli della mia vita futura..ore con lo sguardo perso nel vuoto, o per meglio dire, perso in un futuro ancora inesistente e che forse non esisterà mai. Tutto questo sognare a volte mi permette di non mollare tutto quanto, nei momenti peggiori, nei momenti in cui mi sono chiesta se la mia vita avesse ancora un senso, (sciocca come sono arrivata a formulare anche pensieri del genere) in quei momenti sono stati i miei sogni a ridarmi la voglia di vivere, quel desiderio bruciante che ti sostiene e ti spinge a non cedere, è grazie alle cose meravigliose che riuscivo ad immaginare nel mio futuro che non sono morta(non intendo solo fisicamente), ma contemporaneamente mi chiedo se non sia proprio a causa di tutti questi sogni che non riesco a vivere pienamente…forse è colpa di tutti quei sogni in cui vedo luoghi e situazioni idilliache che nella realtà raramente mi è capitato di rivivere, che mi sento sempre insoddisfatta..che non ho un vero obiettivo, se non quello di riuscire a crearmi una vita in cui ogni giorno sia simile a quelli che sogno. È abbastanza deprimente pensare di vivere sperando sempre in una vita diversa…è come camminare eternamente in una lunga strada senza fine ai lati della quale si vedono scorrere una dopo l’altra innumerevoli abitazioni. Dalle finestre di alcune di queste case posso intravederne l’interno, e la luce calda e accogliente che le illumina è così desiderabile e confortante che riesce a scaldare il mio cuore a dispetto della fredda e umida nebbiolina che si trova tutto attorno a me lungo la strada, e quel calore mi dà la forza di proseguire nel buio della strada deserta percependo solo un leggero pizzicorio procuratomi dal freddo. Se non fosse per quelle luci il freddo prenderebbe il più totale dominio su di me, stritolerebbe il mio cuore fino a renderlo insensibile. Ma sebbene la luce che filtra dalle finestre delle case mi colmi di calore e mi faccia sentire momentaneamente sicura, io desiderererei tanto poter entrare in una di quelle case e lasciarmi avvolgere da quella luce e da quel calore, per sentirmi finalmente piena di vita, per non sentire più il pizzicore del freddo che mi ricorda di non essere pienamente realizzata, eppure questo non può avvenire…c’è qualcosa che mi impedisce di varcare una qualsiasi delle porte di quelle case. Non ho idea di che cosa sia, ma è qualcosa che per il momento non posso ancora controllare, forse proprio perché finora non sono ancora riuscita a comprendelo…e tutta questa situazione mi confonde e mi rende triste e mi fa sentire vuota e sola…

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2 pensieri su “I miei diciott’anni sognati

  1. sono arrivato fin qua, leggendo quasi tutto. e questo post avrei potuto scriverlo io un paio di anni fa e anche cinque minuti fa. ora spengo la luce mi butto sul letto, occhi al soffitto, e ci penso. penso e sogno.

  2. vediamo se sto commento lo trovi, prima o poi… 😀

    comunque ti scrivo perchè mi manchi e perchè mi era venuta in mente una cosa scritta da linch tanto tempo fa.
    quindi, sì, ho dovuto scorrere tutti i post ed i commenti del blog finchè non l’ho trovata… e sappi che leggendo alcuni dei vecchi commenti (puoi immaginare di chi… zorro e peter) il fegato ha sussultato più volte, quindi ho fatto uno sforzo immane… :p

    comunque il commento era questo:

    “è stato piacevole scorrere per qualche minuto sulle tue parole, ho notato che tu e pifa siete 2 blog gemelli con due stili però diversi, dunque viva le differenze anche e soprattutto quando sono sostenute da cose in comune”

    🙂 ti amo…

    p.s.: è meglio per il tizio qui sopra che non abbia pensato/sognato te… :p

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