I genitori e la musica

oggi sono particolarmente nostalgica…fino a qualche momento fa stavo ascoltando un vecchio CD di mio padre: "Cosmo’s factory" dei Creedence Clearwater Revival. Lui lo ascoltava quando aveva la mia età, me l’avrà detto un migliaio di volte. Molto probabilmente è anche l’album che io ho ascoltato dall’inizio alla fine per il maggior numero di volte…fino a qualche tempo fa ricordo che quasi ogni domenica mattina venivo svegliata dalle canzoni di questo album. Ultimamente non lo sta più ascoltando, forse perché non ha più tempo per fermarsi a fare qualcosa di così privo di apparente utilità come cantare le canzoni che ascoltava da ragazzo storpiandone la pronuncia inglse, e accannando qualche passo di danza davvero buffo che mi faceva sorridere e scuotere la testa divertita. Mi manca vederlo così…ultimamente è spesso preoccupato e sempre troppo stanco per qualsiasi cosa che non sia lavoro. Abbiamo pochissime occasioni per parlare…ecco un’altra cosa che mi manca…passavamo ore a parlare la sera o dopo pranzo mentre io gli preparavo un caffé. E mi manca quando invece di chiamarmi per nome, mi chiama con uno di quegli imbarazzanti nomignoli che mi affibbiava quando ero ancora la bimbetta che lui ogni mattina trasportava, tenendomi sulle spalle, dal mio letto alla cucina, facendomi prendere ogni tanto per errore delle testate assurde contro la parte superiore delle porte…mamma mia che nostalgia…in questi giorni continuano a accadere cose che mi fanno ripensare a quando ero piccola…la settimana scorsa ho scoperto che il mio pupazzo preferito, è finito per errore in uno di quei cassonetti in cui si depositano solitamente oggetti e indumenti che verranno poi distribuite a persone bisognose. Non posso crederci! Adoravo quel pupazzo! Era un orso bruno regalatomi molti anni fa dalla sorella di mia madre, che l’hanno scorso, alla fine delle due settimane che io e mia madre abbiamo trascorso con lei in ospedale, è morta a causa di un tumore. Era un orso bellissimo, aveva un espressione un po’ contrariata, ma se gli scostavo con le mani i peli intorno agli occhi assumeva un’espressione dolcissima…non avevo ancora scelto definitivamente il suo nome…lo ribattezzavo quasi ogni settimana, una volta l’ho persino chiamato Dio!(questo non l’ho mai detto a nessuno). Quando avevo circa 6 anni ricordo che ero andata in Veneto a trovare i parenti di mio padre e quando sono ripartita ho dimenticato l’orso nella casa dei miei zii. Durante il viaggio, quando me ne sono resa conto ho pianto talmente tanto che i miei genitori hanno dovuto escogitare qualcosa per farmi riabbracciare il mio orso nel più breve tempo possibile, anche se ora non ricordo esattamente cosa. E adesso il mio orso adorato è nelle mani di qualche bambino che probabilmente l’avrà trovato bruttino…spero che non sia così. E come se tutto questo non bastasse ecco che questo pomeriggio mentre frugavo tra i CD che ho in giro per casa ne ho trovato uno di cui non conoscevo l’esistenza. Quando l’ho inserito nelle lettore mi è venuto un nodo in gola sentendo le prime note di una vecchia canzone inglese che mia mamma cantava accompagnandosi con la chitarra a me e alle mie sorelle quando eravamo piccole per farci addormentare la sera. È una canzone così triste…ricordo che già al tempo la trovavo infinitamente triste, mi veniva da piangere quando la ascoltavo, ma lo facevo silenziosamente coprendomi accuratamente il viso con le coperte e fingendo di essere addormentata, perché sapevo che a mia madre piaceva cantarci le ninnenanne e non volevo che pensasse che non rendeva felice anche me…uff…quanti ricordi…forse quando ero piccola vivevo ogni situazione molto più intensamente…ho molti più ricordi della mia infanzia, che degli ultimi anni..forse è dovuto anche al fatto che da piccola la maggior parte dei contatti che avevo con gli altri avvenivano con persone che mi volevano davvero bene, la mia famiglia. Ora invece passo la maggior parte del mio tempo con persone che conosco solo superficialmente e che non desidero conoscere più approfonditamente, persone che non possono essere definite amici e forse nemmeno conoscenti, non fanno altro che ricordarmi quanto io sia sola. Ma forse è così che deve essere, forse è vero ciò che diceva Quasimodo…

"Ognuno sta solo 

sul cuore della terra 

trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera."

 

 

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