Fero, oiso, enegkon che sei nei cieli

Primo giorno di vacanza…ehm…dubbio atroce: si dice carnevalesca, carnevalizia, carnevalese o carnevaliana? (eviterei il carnevalosa, sì be’..avrei potuto evitare anche tutti gli altri)

Dicevo…primo giorno delle vacanze di carnevale(che scaltra, eh? Ho abilmente raggirato il problema…avrei potuto pensarci prima, o quantomeno, dopo averci pensato, avrei potuto cancellare le assurdità che ho scritto, ma ormai le avevo scritte e mi stavano simpatiche così le ho lasciate). Secondo giorno di marzo, meno 19 giorni al ritorno della primavera, meno 465 giorni al mio diciottesimo compleanno e avrei preferito che la giornata rimanesse solo questo…invece no.

Mia madre qualche minuto fa mi ha ricordato che oggi alle nove ci sarà, come ogni secondo giorno del mese, una messa per mia cugina, questo perché dal secondo giorno del mese di settembre lei non c’è più…come ogni mese mia madre me l’ha ricordato con tono quasi di scusa. Sa perfettamente quanto io trovi questa ricorrenza insopportabile e sa quanto poco io ami quell’edificio…le uniche volte che ci sono entrata è stato per partecipare al funerale di qualcuno a cui volevo bene, per dire addio in un modo che trovo assolutamente sbagliato, per recitare formule religiose a memoria, chiedendomi come sia possibile che io le conosca a memoria dal momento che non ho mai voluto impararle e nessuno ha mai cercato di insegnarmele, indignandomi per come qualcosa di indesiderato sia riuscito ad insinuarsi nella mia mente, prendendo sfacciatamente posto tra i numeri di telefono e i paradigmi dei verbi greci, tra tutte quelle cose che cerco quotidianamente di non dimenticare.

Eppure, benché io sopporti con molta difficoltà anche solo l’idea di passare un’altra serata in quell’edificio, questa sera sarò di nuovo lì..seduta su una scomoda panca di legno lucido a recitare preghiere(già solo il fatto di dire "recitare una preghiera" mi fa sentire così falsa) fino a quando la squallidità di quel luogo e di alcune di quelle persone non mi sembreranno tanto insostenibili da costringermi a non aprire più bocca per evitare di urlare il mio sconforto, facendolo eccheggiare tra quelle alte pareti di mattone rosso e le colonne di cemento, sotto a quelle luci artificiali troppo forti, che ti costringono ad abbassare lo sguardo.

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2 pensieri su “Fero, oiso, enegkon che sei nei cieli

  1. I nemici dei miei nemici sono miei nem… no.
    Gli amici dei miei nemici sono miei amic…. no, manco così.

    Gli amici dei miei amici sono miei amici (si, ecco, ok) soprattutto se sono donnine in erba dalla battuta intelligente e modesta 🙂

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