Chiocchiolìo

Me ne sto sulla soglia della cucina, appoggiandomi stancamente allo stipite della porta…osservo le gocce d’acqua separarsi con difficoltà sempre maggiore dal rubinetto. C’è qualcosa di sbagliato nel rumore che fanno scontrandosi con la superficie d’acciaio sottostante: l’acqua non dovrebbe produrre un rumore metallico…sicuramente devono averlo capito anche loro, le gocce d’acqua, per questo motivo si stanno aggrappando così disperatamente l’una all’altra nel tentativo di non precipitare.

Un’ultima goccia si infrange sulla superficie fredda e liscia del metallo con un tonfo soffocato, facendomi quasi sentire in colpa per aver lasciato che il rubinetto gocciolasse così a lungo. Tuttavia quel senso di colpa si ritrae poco dopo, intimorito da emozioni più forti, tenute chiuse troppo a lungo dietro ad un sorriso tanto insistente quanto insincero, al punto che quelle stesse emozioni che erano sembrate leggere e inafferrabili ora si rivelano quasi opprimenti.

Lascio che una lacrima scivoli sulla mia guancia, senza cercare di trattenerla o di cancellare la traccia amara che ha lasciato sulla mia pelle. Pochi istanti dopo, mentre precipita inesorabilmente verso un destino incerto e confuso, mi sembra quasi di sentire nuovamente quel piccolo tonfo metallico.

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2 pensieri su “Chiocchiolìo

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