Amicizie immaginarie

Oggi pomeriggio siamo rimasti soli. Lui ed io. Il Silenzio ed io. Ormai siamo abituati l’uno alla presenza dell’altro. È una piacevole compagnia, la sua. Se lui pensi lo stesso della mia non saprei dirlo, ma suppongo di sì, considerato quanto sovente decide di farmi visita ultimamente. Penso che si diverta ad osservarmi camminare in punta di piedi. Chissà perché, quando la casa è vuota e c’è Silenzio, cammino in punta di piedi senza nemmeno rendermene conto. Le prime volte che mi accorgevo sorpresa di stare camminando in punta di piedi, non potevo trattenere una leggera risata. Così facendo, più di una volta l’ho costretto ad andarsene, il Silenzio, ma ora non rido più…mi limito a scuotere la testa, mi impongo di camminare normalmente e non faccio nessun rumore, perché non voglio che se ne vada. Non voglio rimanere sola. Oggi si è trattenuto più a lungo del solito. È rimasto fino all’ora del tè. Di solito non lo fa mai. Il fischio del bollitore lo infastidisce. La prima volta che l’ha sentito si è così spaventato che per tutta la settimana successiva, ogni volta che è venuto a trovarmi, si è tenuto in disparte osservandomi con sguardo torvo. Da quella volta è sempre sparito poco prima dell’ora del tè (che non è propriamente un’ora precisa. Cambia ogni giorno a seconda di quando decido di mettere l’acqua sul fuoco). Oggi invece mi ha pazientemente tenuto compagnia mentre aspettavo che l’acqua bollisse, mi ha sorriso grato quando ho spento il fuoco poco prima che il bollitore cominciasse a fischiare e si è seduto insieme a me sul tavolo (no, non “al tavolo”, “sul tavolo”), anche lui a gambe incrociate, appoggiando la sua schiena contro la mia, mentre io sorseggiavo il tè il più silenziosamente possibile perché sapere di non essere del tutto sola questo pomeriggio mi faceva sentire al sicuro. Quando ha squillato il telefono è scivolato giù dal tavolo e, prima di andarsene, mi ha rivolto uno sguardo di scuse. Sa che non sopporto che sparisca così all’improvviso. Decisamente contrariata ho spento il telefono e sospirando ho atteso invano che tornasse, ma non è tornato. I sospiri, come le risate e i fischi del bollitore, l’hanno tenuto lontano da me.

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3 pensieri su “Amicizie immaginarie

  1. anche il Signor Silenzio è irraggiungibile.
    e quelle poche volte che ho goduto della sua rumorosa compagnia -molto meno vuota di altre…- l’ho amato fino allo sfinimento.con la passione di un’amante che esercita il suo amore di nascosto.

    non si può urlare di amare il Silenzio.
    Lui non gradirebbe e c’è chi ti giudicherebbe poco normale…

    io sono malata come te e lo dico sottovoce,piano piano,piano pianissimo,un sussurro,un filo di voce,la sola intenzione:
    “ti amo,silenzio”.

    e ora schh!
    quando lo desideri ti sorprende e ti avvolge della sua voce inconfondibile.
    e con Lui farai i più alti e profondi discorsi della tua vita.

    ascolta dentro.lì ci dev’essere casino.

    fuori,solo Silenzio.

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