Appigli e barbigli

Questa serata è riuscita a sciacquare via un po’ dell’angoscia degli ultimi giorni, la paura di uscire di casa al pensiero di quello che potrebbe succedere mentre non sono presente e lo smarrimento che provoca scoprire che a volte anche le persone che ti hanno dato la vita preferirebbero mettere un punto qui a tutta questa vita.

Per giorni interi gli occhi mi si sono riempiti di lacrime e un singhiozzo mi è salito in gola ogni volta che mi è sembrato di sentire di nuovo l’odore del gas. Ho avuto solo paura, paura che tutta quella fragile apparente serenità in cui spesso ho voluto credere all’improvviso si incrinasse irreparabilmente. E ho avuto paura che la paura non se ne sarebbe più andata questa volta. Pensavo che ridere avrebbe richiesto uno sforzo considerevole e una considerevole capacità di concentrazione d’ora in poi, ma alla fine non è stato così. Non sta sera almeno…

Il profumo dei gelsomini per le strade semideserte. La granita al pompelmo rosa. L’infinita e vana ricerca della palma altissima nel cortile col portone col batacchio. I pasticci sui cartelloni pubblicitari. Camminare sulle strisce bianche al centro della strada deserta (o quasi) mentre i semafori (o semaferi) lampeggiano di arancione. Disegnare una barca, una luna, un tendone da circo, una clessidra, un aquilone, una montagna grande innevata e una piccola non innevata sul palmo della mia mano mentre continuo a chiedermi dove sia finita quella palma. La macchina ferma al rosso in cui un ragazzo canta la vecchia canzone degli oompa loompa. Le frasi lette a caso dalla Mandragola di Machiavelli ridendo mentre me ne sto seduta accanto ad una persona altrettanto poco lucida sui gradini di un negozio con la schiena scomodamente e rumorosamente appoggiata alla vetrina. Il gomito nero causa saracinesca. I silenzi che non sono motivo di disagio. Le risate appropriate e quelle inappropriate soprattutto. Il cane mafioso e Satanasso. Il piano per rubare il cartello dei gelati. Le panchine dell’attesa troppo dure per dormirci. I cinque minuti impiegati a riuscire ad infilare tutte e tre le chiavi nelle rispettive serrature ormai ubriaca di sonno, e solo di sonno. Un ritorno a casa senza aver paura di aprire la porta.

E la voglia di andare a dormire e soprattutto di svegliarmi di nuovo domani mattina e di riprendere tutta questa vita.

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4 pensieri su “Appigli e barbigli

  1. “Passed out on the overpass
    Sunday best and broken glass
    Broken down from the bikes and bars
    Suspended like spirits over speeding cars
    You and me were kings over the parkway tonight
    And tonight will go on forever while we
    walk around this town like we own the streets
    and stay awake through summer like we own the heat
    Singing “everybody wake up(wake up)it’s time to get down”
    (everybody, everybody wake up its time to get down)
    And when I pass the bottle back to Pete
    on the overpass tonight, I bet we laugh

    I’m gonna stay eighteen forever (cut me open)
    So we can stay like this forever (sun poisoned)
    And we’ll never miss a party (this offer stands forever)
    cause we keep them going constantly
    And we’ll never have to listen (new haircut)
    to anyone about anything (new bracelet)
    cause it’s all been done and it’s all been said (eyeliner)
    we’re the coolest kids and we take what we can get (wait forever)”

    e poi continua…

  2. ‘Amicizia’ –> legame tra persone basato su affinità di sentimenti, schiettezza e reciproca stima

    Se fosse davvero tutto qui..be’..che schifo =P
    Meno male che noi non siamo così, anzi.
    Tra noi è tutto diverso, abbiamo per fortuna il potere di evadere da quella striminzita definizione di quello che ci lega (poi quando si parla di potere..io sono una supereroina, si sa=P).

    Ti voglio bene come fossi mia sorella..quando stai male devi dirmelo, perchè spesso leggo qui di alcune tue lacrime di cui non sapevo l’esistenza. Lo so meglio di chiunque altro che a volte l’unica cosa che si ha voglia di fare è scappare dalla realtà, isolarsi, e piangere. Ma, mettiamola così, dopo la tempesta lo possiamo vedere insieme l’arcobaleno =) A me farebbe davvero piacere aiutarti a trovarlo, dico sul serio =)
    (poi dai, per “le cose di vista” ti do sempre una mano più che volentieri!=P)

  3. Ciao cuginetta.. è da tanto che non vengo a farti visita… E.. credo che l’unica cosa che abbia da dirti che scrivi benissimo.. magari scrivessi così!!! Va beh… ora ti lascio.. Un bacione.. la cuginetta!!!

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