Popcodè

Dopo tre settimane di assenza, sono finalmente di nuovo a casa.
Giornata pacifica oggi, dopo una nottata che lo è stata ancor di più. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse il silenzio delle sere qui nella valle. E addormentarmi nella mia stanza. Che è mia. Avrà pure un letto fatto di quattro bancali europallet e un tavolo bianco in plastica travestito da scrivania, ma è la mia tana. E la "scrivania" sta di fronte ad una finestra che dà sul verde. Dai nonni non apro quasi mai le persiane della mia finestra che dà semplicemente sulla facciata della casa di fronte. Qui la mia finestra le persiane nemmeno le ha.
E mi mancavano i dieci minuti passati sul balcone appena sveglia prima di scendere a salutare la famiglia ancora assonnata e stranamente taciturna, e le colazioni della domenica che durano almeno un’ora, e il resto della mattinata trascorso tra l’orto e la cucina affollata a preparare un pranzo almeno per otto persone che inizia puntualmente alle tre e finisce due ore dopo circa, e poter camminare sulla strada davanti casa a piedi nudi per andare a leggere seduta all’obra del prugnolo, e fare con disinvoltura una merendina alle otto di sera, perché il tempo qui scorre in modo diverso quando è domenica e siamo tutti insieme.
Una cosa strana è che non avevo quasi mai ricevuto abbracci dalla mia famiglia. Quest’anno invece ogni arrivo e ogni partenza implica un complicato giro di abbracci da mamma, sorelle ed eventuali amici, e la volta che sono rimasta a casa per colpa di tre giorni di febbre a trentanove anche il mio spartanissimo papà mi ha stritolata nell’unico suo abbraccio che io ricordi.
La chicca delle ultime settimane comunque me l’ha regalata il più piccino dei tre bimbi a cui faccio compagnia tutti i pomeriggi. Gabriele, tre anni, appena sveglio ha chiesto di poter mangiare dei popcorn. Quando ha visto i chicchi di mais, ha constatato, tutto fiero della sua sapienza : " Sono come quelli che mangiano le galline."
E ha poi aggiunto, espertissimo: "Le galline fanno popcodè."
Direi che con questo concludo.

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3 pensieri su “Popcodè

  1. Le colazioni della domenica mattina a casa tua sono fantastiche, così com’è fantastico preparare da mangiare insieme a te, che si tratti di frittelle o del nostro collaudatissimo ragù.
    A parte, naturalmente, quando fai la saputa e mi dici come tagliare l’arrosto…
    Scherzo, dai… non fare quella faccia… ti amo lo stesso, eh…!

    A proposito, oggi ho sentito i nonni e ho detto al nonno che mi dovrà insegnare a fare l’antipasto di mare, quindi direi che anche questa ricetta entrerà presto nel nostro repertorio.

    E voglio conoscere Gabri, naturalmente…

    Ti amo, Arianna…

  2. Le galline fanno popcodè! E’ geniale..doveva venire in mente anche a noi caspiterina! Anzi, perdindirindina! (Ho riguardato da poco Notting Hill..)
    Prorpio stamattina cercavamo di capire quando potevo tornare a passare un paio di giorni a casa tua.
    Devo dire che mi sento un po’ triste a riguardo..
    In terza e quarta superiore ormai mi sentivo un piccolo pezzetto di casa tua, quella in via Po.
    Non dico che c’ero tutti i giorni..ma ripensare a qualche chiacchierata ai piani alti (il tuo letto a castello), i pomeriggi passati davanti al computer a prendere in giro i personaggi più strani e vari che si aggiravano in Ea, guardarti (purtroppo senza poter far niente) lavare i piatti del pranzo e parlare, parlare, parlare.., mangiare la pizza sul tavolo in sala insieme ai tuoi genitori e alle tue sorelle, disperati tentativi di mettere insieme una merenda, cioccolate mezze bruciate…non so, mi fanno riflettere.
    Ora non so niente di casa tua. Ho preso parte a qualche lavoretto in camera tua, all’inizio, ma…non so nemmeno com’è fatta la tua camera ora..
    Mi si è scaldato un nodo al cuore e mi stanno scendendo un po’ di lacrime.
    Forse, anzi di certo, per colpa mia mi sono persa un anno e più della tua vita. E adesso ho proprio paura di non riuscire e non potere più farne parte come una volta.
    Mi sento molto triste a volte quando ci penso..

    Mi manchi tanto..

    P.S. Non voleva essere un commento triste e malinconico…ma alla fine è venuto così….perdindirindina..

  3. “MUOVITI, VECCHIA MUMMIA SCHIFOSAAA..!!!”

    Devo proprio scriverlo perché è un avvenimento da ricordare quello di stamattina all’esselunga..
    Spero di non sognare questa vecchia signora malvagia che insegue me e suo marito perché camminiamo troppo piano e quindi perdiamo il posto alla cassa.. Aiuto! 😛

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