Nomadire

L’altro ieri sera sono tornata a casa dopo la prima mezza settimana di lezioni accorciata dal carnevale. Ho superato all’ingresso i cani, come al solito in festa per qualsiasi nuovo venuto, ho poggiato la borsa con i libri e sono andata in cucina a fare uno spuntino. Mentre lo condivo è entrata la mia sorellina più piccola (che fra una decina di mesi sarà maggiorenne) e mi ha chiesto così, a bruciapelo:

“Ari, ci vieni con me a Parigi?”
Risposta bofonchiata a bocca piena: “A Parigi?”
“Sì, partiamo la mattina, arriviamo per pranzo, giriamo tra pomeriggio e sera, dormiamo in un ostello e ripartiamo il giorno dopo.”
“Spesa complessiva?”
“Non lo so, ma per l’andata c’è un’offerta a sette euro.”
“Quando?”
“Non lo so ancora.”
“Certo che vengo.”
“Perfetto. Per adesso io mi giro qualche città italiana, poi all’estero ci penso fra un po’. Comincio da Milano. Vieni a Milano con me dopodomani?”
“Marti, per favore, sono arrivata ora giusto da lì.”

Così ho passato la giornata di ieri a farle da consulente per preparare l’itinerario milanese, ricordando alla mia piccola dislessica che non si dice “pinoteca”, ma “pinacoteca”. E ho finanziato la gita con un prestito. Perché mia sorella è una personcina sorprendente. Da un paio d’anni vagheggia un folle viaggio in camper: lei e la sua migliore amica. E in questo mi ricorda tanto me stessa qualche anno fa. Solo che la migliore amica si sta chiamando fuori. Così mia sorella, invece di piagnucolare imbronciata su un sogno sfumato come avrei fatto io al suo posto, si è guardata un po’ in torno, mi ha vista controllare costi di biglietti aerei, guide turistiche e riviste di viaggi e ha trovato la persona perfetta per rimpiazzare la sua finta-titubante amica. Ha eliminato l’investimento camper, considerato l’esiguo peso del mio salvadanaio, si è buttata sui voli last minute, mi ha chiesto “Quand’è che finisci l’università?” e si è illuminata quando le ho detto che dopo la laurea triennale c’è la possibilità che mi fermi un anno.

Lei è sempre stata così: inarrestabile e fuori dalle righe. Come quando all’età di quattro anni avanzava nella neve con ai piedi un paio di ballerine color oro di almeno tre misure più grandi e mia madre, che aveva cercato inutilmente di convincerla a mettere qualcosa di più consono per andare all’asilo con quel tempaccio, si guardava intorno terrorizzata all’idea di che cosa avrebbe pensato di lei chi l’avesse vista tenere per mano quello scricciolo dai piedi fradici. Come quando, più o meno alla stessa età, se non riusciva ad ottenere il sì che voleva, per protesta tentava di trascinare una sedia sul balcone gridando a squarcia gola “No, non cercate di fermarmi. Io mi butto!”

Ora lei viaggia (perché per lei è comunque un viaggio) per le strade di Milano sotto la pioggia e io seduta sul divano di casa di fronte al caminetto le faccio da mappa quando non sa in che via svoltare o quale sia la linea metropolitana da prendere e da dizionario quando non sa che cosa significhi “polittico”.

E tra noi ci sono una miriade di viaggi immaginati e una promessa silenziosa di non lasciarci sole, nonostante le liti, il disprezzo urlato in faccia reciprocamente innumerevoli volte e la stima ricordata solo da lontano senza il coraggio di ammetterla guardandosi negli occhi, nonostante l’abisso tra la sua solarità e la mia lunaticità, nonostante il suo frastuono e il mio silenzio, nonostante la testardaggine di entrambe, il voler avere sempre l’ultima parola e che sia dolorosa. Nonostante tutto continuiamo a crescere insieme, anche ora che la lontananza ci solleva dall’obbligo di farlo. E a pensarci ora i miei occhi brillano lucidi di gratitudine.

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3 pensieri su “Nomadire

  1.  Oh… che animo dolce, questa sorellona!
    Si vede che vi volete bene, nonostante le liti che ogni tanto ci sono tra di voi. L’importante è sapere quanto bene vi vogliate e non farsi prendere troppo dalla rabbia, vedere i pregi più che i difetti ed apprezzare i lati positivi che tutte e tre (due, in questo caso) avete.
    Te l’ho già detto e te lo ripeto: siete proprio una bellissima famiglia, e sono felicissimo di farne parte. Anche se Martina ogni tanto ha degli atteggiamenti un po’ così ha in ogni caso un carattere molto generoso, aperto, disponibile e vulcanico. È proprio da lei andarsene in giro a Milano per tutta una giornata… e sono certo che tu, nonostante il "senso dell’orientamento" di cui sei in possesso, sei stata un’ottima navigatrice! πŸ™‚
    Sarà una bella esperienza vedere il concerto di Jónsi insieme, amore mio… e sono contento ci sia anche Martina.

    Ti amo… πŸ™‚
    P.S.: a proposito, fra poco vado a giocare a calcetto, quindi se vuoi i biglietti li prendiamo quando torno… più o meno per le cinque. πŸ™‚

    P.P.S.: Parigi te la voglio far vedere anche io, però, eh! Certo, non sarò nato lì come il Bertuccia, ma me la so cavare… secondo te sarà ancora a Parigi?! Chi lo sa…

    P.P.P.S.: ciao Bertuccia! Sei un glande! (Nel caso in cui passasse di qui)…

  2. Mi piace guardarti quando sei in mezzo alla mia famiglia. Sei stato più bravo di quanto immaginassi ad ambientarti considerata la stravaganza in cui viviamo. Io mi aspettavo di vederti isterico mentre cercavi di trattenerti dal fare ordine nel miasma di casa nostra e ogni volta non mi sembra vero che non salti fuori una spazzola adesiva dal tuo borsone. Povero micio iper-ordinato! πŸ™‚

    Mia sorella non mi farà vedere Parigi. Sarà già tanto se riusciremo a trovare il posto dove dovremo passare la notte. Quindi il compito di farmi da cicerone resta tutto tuo, non credo che mia sorella abbia la pretesa di usurpare il tuo ombrellino da guida turistica.

    Faccio elegantemente finta di non aver letto le ultime righe, scemino mio.. πŸ˜›

  3. Per quanto ormai io non sia più una frequentatrice assidua di casa tua, e non stia quindi più molto in compagnia della tua famiglia, leggere di te e Martina mi lascia comunque un sapore di familiarità in bocca. E questo mi fa sentire bene, mi fa sorridere.
    Penso proprio sia normale ogni tanto arrivare persino a disprezzare il proprio fratello (nel mio caso) o la propria sorella. L’importante è che non sia l’unico sentimento, e che alla fine il bene che ci si vuole prevalga su tutto il resto. Così come lo è per me, è evidente che fra due non ci sono solo litigi e brutte parole.
    Quanto a viaggi e concerti, spero almeno in qualche foto da vedere e racconto da ascoltare. E’ un po’ strano dirlo, ma visto che non sono più parte "attiva" della tua vita, rivendico almeno il diritto di esserne la spettatrice numero uno!
    Buona giornata πŸ™‚

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